Cocteau, che era anche poeta, pittore, paroliere, attore, realizzò una serie di film estremamente personali, che ben rispecchiavano gli aspetti più tipici della cultura francese, anche se talora appaiono appesantiti da un eccessivo estetismo. 5.3 Dalla commedia di costume al gialloIn Italia, dove tali tendenze erano rappresentate da E. Olmi, M. Ferreri, P. P. Pasolini, M. Bellocchio, B. Bertolucci, i fratelli P. e V. Taviani, si perfezionò intanto la commedia di costume, ricco caleidoscopio grottesco e satirico in cui si rispecchiavano (grazie ad autori-attori come A. Sordi, N. Manfredi, U. Tognazzi, V. Gassman) le rapide trasformazioni di una società che da contadina diventava industriale. L'evoluzione tecnica. ... Enciclopedia del Novecento II Supplemento (1998). Fautrice di un cinema al femminile, centrato su personaggi di donne forti è la neozelandese J. Campion. Cinema Rousseau’ del cinema. In Germania, lo slogan «libertà dalle esperienze convenzionali, dalle coercizioni dell’industria, dalle influenze di gruppi esterni» fu alla base dello Junger deutscher Film di cui A. Kluge, J.-M. Straub, V. Schlöndorff, P. Fleischmann appaiono le personalità più interessanti. ), in cui predomina il valore lirico, inteso come pura soggettività: una poesia piena di lirismo;... Il complesso delle attività artistiche, tecniche, industriali che concorrono alla realizzazione di spettacoli cinematografici (film) e anche l’insieme di questi, come opera complessiva, in quanto concreta espressione d’arte nel campo della fantasia o strumento d’informazione, di documentazione scientifica, a fini didattici, informativi, ricreativi. CINEMA. **Basta NERD, meglio FRAIDCos'è per me il Cinema? ISBN 88-7380-466-7; Jean-Louis Leutrat, La noción de género in Historia general del cine, Vol. Blackton girarono numerose opere di tipo realistico. Espinosa), a quella cinese (dal vastissimo mercato sin dagli anni 1930 e 1940), mentre novità interessanti venivano dall’Africa, dove il c. sta compiendo i passi iniziali (il primo lungometraggio è del 1955 e del 1963 è Borom Saret del senegalese U. Sembene). In Inghilterra si ebbero i film di W. Paul e quelli della scuola di Brighton (J. Williamson, G.A. 3. Caligari ebbe una forte influenza sulla produzione seguente: Il Golem (1920) di P. Wegener, Destino (1921) di F. Lang, Nosferatu (1922) di F.W. Pensare che sia tutta “colpa” del Covid è sicuramente fuorviante e questo è chiaro: il fenomeno è in atto da ben prima dei lockdown e di tutto quanto accaduto in questo 2020. De Sica e Zavattini davano vita a un efficace quadro dell’Italia del dopoguerra con film nei quali l’autenticità della descrizione e l’incisività della denuncia sociale venivano talora soppiantate da un facile sentimentalismo e da un generico umanitarismo, mentre si affermava un’abbondante produzione di argomento resistenziale, dai toni epici e spettacolari (Il sole sorge ancora, 1946, di A. Vergano; Il bandito, 1946, di A. Lattuada; Caccia tragica, 1947, di G. De Santis). Digitale vs analogico. WhatsApp. È in quest’ambito che si perfeziona il sistema del taglio del montaggio, per cui l’oggetto acquista vita solo quando è messo in relazione con altri oggetti, presentato come parte di una sintesi d’immagini separate. Ad affermarlo è Pasquale Iaccio , docente di Storia del Cinema all'Università degli Studi di Salerno e alla Federico II di Napoli, il quale discuterà con Pasquale Sabbatino , coordinatore del Master in "Drammaturgia e Cinematografia. Che cos’è il cinema, in breve. Sulla liberazione da ogni forma di colonialismo, la denuncia sociale, un profondo legame con le tradizioni nazionali si fondò, in Brasile, il cinema nôvo di N. Pereira, G. Rocha (il maggiore teorico e autore), L. Hirszman, R. Guerra, P.C. - La straordinaria, rapida diffusione della televisione, prima negli S.U.A. Il c. si mostra oggi in una grande varietà di aspetti, non solo tecnici ma anche ideologici, con molteplici implicazioni sociali, politiche, di costume e di cultura, in una situazione fruitiva che accomuna il film d’autore e quello di consumo, i film prodotti in Europa e negli Stati Uniti e quelli provenienti da altre cinematografie, dando allo spettatore la facoltà di scegliere, senza dover/">dover subire l’antico condizionamento spettacolare. Come si usa, cosa offre e perché ci piace (un sacco) questa piattaforma on demand. 5. del cinema muto agli stupefacenti effetti speciali creati da Hollywood--- fin dalla prima proiezione il fascino delle immagini si sono diffuse in tutto il mondo, dando luogo a stili e generi diversi e creando un' industria del divertimento di grandissime dimensioni. L’immagine infografica. Nel frattempo negli Stati Uniti si misero in evidenza tre registi particolarmente interessanti: l’irlandese J. Ford, che nella sua vastissima produzione (circa 130 film) si è distinto in particolare nel genere western, con film privi di retorica e capaci di mediare buona parte dei valori della società americana del tempo; l’alsaziano W. Wyler, che diresse per lo più film di derivazione letteraria o teatrale, con una grande attenzione formale, compiendo nello stesso tempo una rigorosa analisi della società borghese; l’attore-regista O. Welles, che si impose giovanissimo negli Stati Uniti con film assai validi anche per l’originalità delle soluzioni formali (il campo lungo, flashback, deformazioni fotografiche, inquadrature oblique), e che proseguì in Europa la sua attività, incentrata sulla contrapposizione tra il potere e l’egoismo da un lato e la libertà e l’autenticità dell’esistenza dall’altro. Globalmente rappresentano l’ultima significativa esplosione di ricerca formale, produttiva, ideale e anche l’ultima grande reazione del mondo del c. in un sistema di comunicazioni di massa segnato dall’egemonia televisiva. - Nel frattempo negli Stati Uniti proseguiva l’opera dell’inglese A. Hitchcock, che perfezionò il genere dei film a suspense secondo moduli di eleganza narrativa, anche se prevalentemente commerciali, mentre si andava affermando una generazione di giovani registi, che propugnavano un c. maggiormente aderente al reale e la cui attività fu pertanto in un primo tempo duramente ostacolata dalla Commissione per le attività anti-americane: J. Dassin, E. Kazan, J. Huston, J. Losey, F. Zinnemann, N. Ray, R. Brooks, R. Aldrich, B. Wilder. Continuando a navigare si accetta implicitamente l'utilizzo degli stessi. Andrè Bazin vide nel cinema il “linguaggio della realtà” e coniò la definizione di “realismo ontologico”. 1925. Il cinematografo, che in breve si diffuse in tutto il mondo (e il cui nome si estese pertanto a significare l’intero campo di attività), era contemporaneamente macchina da presa, proiettore e macchina da stampa, capace di riprendere e proiettare le immagini fissate sul nastro sensibile mediante un sistema ottico-meccanico a movimento intermittente; esso deve gran parte del suo successo alla tecnica assai raffinata di L. Lumière, uno dei fotografi più celebri del suo tempo, e alla sua scelta di soggetti tratti dalla vita quotidiana, che ebbero la capacità di affascinare il pubblico, attratto dall’apparizione sullo schermo di ambienti e facce familiari o ingenuamente impaurito dal progressivo ingrandirsi sullo schermo di una sopraggiungente locomotiva. Al successo del c. statunitense, che si rifletteva nell’eccezionale sviluppo di Hollywood, una cittadina alle porte di Los Angeles destinata pressoché esclusivamente alla produzione dei film (nel 1920 vi si produssero circa 800 lungometraggi), concorreva sia la superiorità tecnica dei prodotti degli Stati Uniti, sia soprattutto la straordinaria fortuna che conseguì lo star system, per il quale la riuscita dei film era affidata non tanto al valore dei registi, quanto alla celebrità degli attori, che incarnavano ruoli stereotipi: W. Hart e T. Mix erano gli eroici cow-boy, M. Pickford (la ‘fidanzata d’America’) la giovinetta ingenua e sbarazzina, D. Fairbanks lo spadaccino atletico e acrobatico, R. Valentino l’amante fatale, Fatty il grassone un po’ tonto e bonaccione. Mai come quest’anno le serie tv hanno conquistato il pubblico di tutto il mondo, insidiando la supremazia del grande schermo. Jenkins effettuò nel 1894 il primo spettacolo di proiezioni animate, seguito nel 1895 da W. Latham e T. Armat, che riportarono però scarso favore di pubblico; in Germania nel frattempo vi furono le proiezioni dei fratelli Anschütz, di M. Skladanowski e di O. Messter. - ParliamoneEcco cosa ne penso dell'andare al cinema e cosa rappresenta per me. l’extraterrestre di S. Spielberg, 1982) dimostrano come il grande schermo tendesse ad amplificare oltre misura/">misura le proprie risorse spettacolari, semplificando al contempo i richiami narrativi. L’aria pareva rarefatta, ma l’atmosfera era vivace. Luca Aimeri, Giampiero Frasca, Manuale dei generi cinematografici. 3.3 L’avvento del sonoroFu segnato, nell’autunno del 1927, dal film americano Il cantante di jazz, diretto da un regista di scarsa notorietà, A. Crosland, e affidato soprattutto al virtuosismo di un celebre cantante di music-hall, Al Jolson; l’enorme successo di questo film favorì la diffusione del sonoro e già nel 1928 fu prodotto il primo film interamente parlato, Lights of New York di B. Foy. Il cinema come industria culturale Nuovo impulso infatti ricevette il genere gangster (si pensi, per es., a Scarface, 1932, di H. Hawks, in seguito autore di altri ottimi film), come del pari si sviluppò la sophisticated comedy, nella quale, a fianco dei successi che continuava a produrre Lubitsch, si mise in luce un giovane regista siciliano, F. Capra, che con il suo ottimismo fiducioso seppe ben interpretare il clima del New Deal rooseveltiano; si affermò inoltre un tipo di comicità dell’assurdo, in cui la parola aveva un ruolo di rilievo, con S. Laurel e O. Hardy (Stanlio e Ollio) e soprattutto con i Fratelli Marx. Pudovkin trattano essenzialmente il tema della progressiva acquisizione della coscienza di classe da parte di personaggi accuratamente delineati nella loro psicologia; la lirica oggettività dell’ucraino A.P. Il cinema come industria culturale. del gr. Contemporaneo alla nouvelle vague francese è il movimento del free c. inglese (parallelo a quello degli ‘arrabbiati’ in letteratura), costituito da giovani registi che, continuando (e in parte criticando) la scuola documentaristica di Grierson, realizzarono dapprima documentari sulla vita delle classi popolari inglesi e quindi film più o meno duramente polemici nei confronti del sistema; tra questi: il critico e regista L. Anderson, K. Reisz, T. Richardson, J. Schlesinger. 2. 0. Sull’evoluzione dei generi cinematografici, Editori Riuniti, Roma, 2001. Infine, l’avvento della tecnica digitale e, di conseguenza, l’abolizione della pellicola e l’uso di una tecnologia più leggera e molto meno costosa hanno consentito di realizzare film con scarsi vincoli produttivi, accentuando la libertà creativa del regista e moltiplicando le reali possibilità di accedere al cinema come mezzo di espressione o di documentazione. Innovazioni tecnologiche. Ad Hollywood si va a delineare un determinato stile fotografico, basato sull’uso delle lampade: il three-point lighiting. 3.2 Impressionismo e nuove avanguardie Negli stessi anni in Francia si andò formando una scuola di giovani registi intorno al romanziere, critico e regista L. Delluc, comunemente nota come impressionismo o prima avanguardia: loro intento preminente era quello di sviluppare l’aspetto tecnico-linguistico della cinematografia, oltre a calare la vita nel c. e far penetrare più profondamente il c. nella realtà sociale (furono tra l’altro i primi fondatori di cineclub); tra di essi si ricordano: A. Gance, sperimentatore di tecniche assai ardite e sofisticate; M. L’Herbier, caratterizzato da uno stile assai raffinato e dall’uso cospicuo di trucchi cinematografici; J. Epstein, in seguito autore di film improntati a un estremo sperimentalismo; G. Dulac, nota soprattutto per La souriante Madame Beudet (1922).