Accogliere così la vita ci introduce a un significato nascosto. [13]La tua bocca non si abitui a volgarità grossolane, in esse infatti c'è motivo di peccato. Si fa bisognoso di Giuseppe per essere difeso, protetto, accudito, cresciuto. Con l’obbedienza egli superò il suo dramma e salvò Maria. Anche attraverso l’angustia di Giuseppe passa la volontà di Dio, la sua storia, il suo progetto. In effetti, Gesù e Maria sua Madre sono il tesoro più prezioso della nostra fede. [8] Omelia (19 marzo 1966): Insegnamenti di Paolo VI, IV (1966), 110. Giuseppe: è il figlio prediletto di Giacobbe e Rachele, venduto dai fratellastri gelosi a dei mercanti di schiavi in viaggio per l'Egitto. Sarà grande e verrà chiamato Figlio dell’Altissimo; il Signore Dio gli darà il trono di Davide suo padre e regnerà per sempre sulla casa di Giacobbe e il … ap. Gesù riconosce la fede creativa con cui quegli uomini cercano di portargli il loro amico malato. Ecco perché San Giuseppe è invocato come protettore dei miseri, dei bisognosi, degli esuli, degli afflitti, dei poveri, dei moribondi. Pertanto, al compiersi di 150 anni dalla sua dichiarazione quale Patrono della Chiesa Cattolica fatta dal Beato Pio IX, l’8 dicembre 1870, vorrei – come dice Gesù – che “la bocca esprimesse ciò che nel cuore sovrabbonda” (cfr Mt 12,34), per condividere con voi alcune riflessioni personali su questa straordinaria figura, tanto vicina alla condizione umana di ciascuno di noi. O�����!�Z�����̹������� �m�������c ���=N�L���b��9x�`�$D3��ޘ�4b��N:9��e-b~�����A����5��U�e׀vb�� vɻ�Wo��B��\�j���߽�}��~�+܅l����!�Z���>?1>�=�=�~gB~D�?��ۺ��E����c�9����.���R=›[�����K�1�i��eW�.v��-���)��Z %PDF-1.4 Google has many special features to help you find exactly what you're looking for. Giuseppe è il figlio prediletto di Giacobbe, che gli riserbò una vita lontano dal lavoro nei campi e dedita all'istruzione. E ai Galati dice: «Figli miei, che io di nuovo partorisco nel dolore finché Cristo non sia formato in voi!» (4,19). Come Dio ha detto al nostro Santo: «Giuseppe, figlio di Davide, non temere» (Mt 1,20), sembra ripetere anche a noi: “Non abbiate paura!”. Ogni figlio porta sempre con sé un mistero, un inedito che può essere rivelato solo con l’aiuto di un padre che rispetta la sua libertà. La castità è la libertà dal possesso in tutti gli ambiti della vita. E non importa se ormai tutto sembra aver preso una piega sbagliata e se alcune cose ormai sono irreversibili. Anche se il nostro cuore ci rimprovera qualcosa, Egli «è più grande del nostro cuore e conosce ogni cosa» (1 Gv 3,20). II, Cost. [19] In questa prospettiva totale, la fede dà significato ad ogni evento lieto o triste. Ottienici grazia, misericordia e coraggio, e difendici da ogni male. �l�5�]��O��p�����t.���v�G��2�w����� �_��Է����M��>Zh҆�j�K�ɼ���{�=���+� ���v-?&�f��k=�7�c{~\������ޘ�4b��s63���F["͏1t���H��0?����L~d��G�~��n)?�N����q�������Y|�7�v�Sǭ��yq�h�я�՚ֺ~ğ?����N�~EČ��g��'���?�7o��{�P䛫�o��_��N�3?u�fl>�E[Bȏ�sx���*$�?\�����k@�~��U�p�*�ڡ�p�j�����t��nǑ���B��՚��������Q�� �?6�m����ޥ��Z��p��xC��������7��X9~e&�� ��c��e=?�UX8��x����Z����K�1����4��*]�1��/3�]h�����m�_�ϟs�Ղ_�q��c��ϟ߼^&U~�Sڿ�n��W�����^�v��k��xK��1���c:�(�AK�_������Z��藯�uW����U�56q La perdita del lavoro che colpisce tanti fratelli e sorelle, e che è aumentata negli ultimi tempi a causa della pandemia di Covid-19, dev’essere un richiamo a rivedere le nostre priorità. «La nobiltà del suo cuore gli fa subordinare alla carità quanto ha imparato per legge; e oggi, in questo mondo nel quale la violenza psicologica, verbale e fisica sulla donna è evidente, Giuseppe si presenta come figura di uomo rispettoso, delicato che, pur non possedendo tutte le informazioni, si decide per la reputazione, la dignità e la vita di Maria. Dio lo aveva dotato del potere di interpretare i sogni; uno di questi riguardava i suoi fratelli maggiori prostrati davanti a lui come covoni di grano. Il Maligno ci fa guardare con giudizio negativo la nostra fragilità, lo Spirito invece la porta alla luce con tenerezza. [3] Cfr Discorso alle ACLI in occasione della Solennità di San Giuseppe Artigiano (1 maggio 1955): AAS 47 (1955), 406. L’amore che vuole possedere, alla fine diventa sempre pericoloso, imprigiona, soffoca, rende infelici. Forse per questo, accanto all’appellativo di padre, a Giuseppe la tradizione ha messo anche quello di “castissimo”. {P������#��]�������)?l�>��g �.ɏ�۱� La felicità di Giuseppe non è nella logica del sacrificio di sé, ma del dono di sé. L’evangelista Luca, da parte sua, riferisce che Giuseppe affrontò il lungo e disagevole viaggio da Nazaret a Betlemme, secondo la legge dell’imperatore Cesare Augusto relativa al censimento, per farsi registrare nella sua città di origine. (Vangelo secondo Matteo 1, 20-21) In ogni circostanza della sua vita, Giuseppe seppe pronunciare il suo “fiat”, come Maria nell’Annunciazione e Gesù nel Getsemani. [7], San Paolo VI osserva che la sua paternità si è espressa concretamente «nell’aver fatto della sua vita un servizio, un sacrificio, al mistero dell’incarnazione e alla missione redentrice che vi è congiunta; nell’aver usato dell’autorità legale, che a lui spettava sulla sacra Famiglia, per farle totale dono di sé, della sua vita, del suo lavoro; nell’aver convertito la sua umana vocazione all’amore domestico nella sovrumana oblazione di sé, del suo cuore e di ogni capacità, nell’amore posto a servizio del Messia germinato nella sua casa». Giuseppe ci insegna così che avere fede in Dio comprende pure il credere che Egli può operare anche attraverso le nostre paure, le nostre fragilità, la nostra debolezza. Particolari invocazioni gli vengono rivolte tutti i mercoledì e specialmente durante l’intero mese di marzo, tradizionalmente a lui dedicato.[10]. Così Giuseppe ha esercitato la paternità per tutta la sua vita.[25]. ;���ޘ�4b��4?ݞn�8?��9�5}N:/�N�{�������s�K���������σM�D���` �hx�����1|ݼ{y�\���z^�1�c����>Zhچ�j����`���C�n�w�xf�ga! Tante volte, nella nostra vita, accadono avvenimenti di cui non comprendiamo il significato. Celebrazione per regazzi sui sogni, adatta al tempo di Avvento. [13] Cfr Gen 20,3; 28,12; 31,11.24; 40,8; 41,1-32; Nm 12,6; 1 Sam 3,3-10; Dn 2; 4; Gb 33,15. Il Vangelo non dà informazioni riguardo al tempo in cui Maria e Giuseppe e il Bambino rimasero in Egitto. Molte volte, leggendo i “Vangeli dell’infanzia”, ci viene da domandarci perché Dio non sia intervenuto in maniera diretta e chiara. Il Cielo interviene fidandosi del coraggio creativo di quest’uomo, che giungendo a Betlemme e non trovando un alloggio dove Maria possa partorire, sistema una stalla e la riassetta, affinché diventi quanto più possibile un luogo accogliente per il Figlio di Dio che viene nel mondo (cfr Lc 2,6-7). […] Quanta gente esercita ogni giorno pazienza e infonde speranza, avendo cura di non seminare panico ma corresponsabilità. Se questa è la prospettiva dell’economia della salvezza, dobbiamo imparare ad accogliere la nostra debolezza con profonda tenerezza.[12]. Redemptoris custos (15 agosto 1989), 8: AAS 82 (1990), 14. Paolo VI. VI Giovanni Battista Montini 21.VI.1963. A tutti loro va una parola di riconoscimento e di gratitudine. O Beato Giuseppe, mostrati padre anche per noi, e guidaci nel cammino della vita. Esso emerge soprattutto quando si incontrano difficoltà. E così approdò alla conversione definitiva esclamando: «Tardi ti ho amato, o Bellezza tanto antica e tanto nuova!».[30]. Si fida delle parole dell’Angelo. [22] Conc. [20] Voglio immaginare che dagli atteggiamenti di Giuseppe Gesù abbia preso lo spunto per la parabola del figlio prodigo e del padre misericordioso (cfr Lc 15,11-32). [2] S. Rituum Congreg., Quemadmodum Deus (8 dicembre 1870): ASS 6 (1870-71), 194. Giuseppe.Il.Re.dei.Sogni,.Dvdrip.torrent Giacobbe ha dodici figli di cui l'ultimo è il prediletto Giuseppe che viene però venduto dai fratelli come schiavo. In questo nostro tempo, nel quale il lavoro sembra essere tornato a rappresentare un’urgente questione sociale e la disoccupazione raggiunge talora livelli impressionanti, anche in quelle nazioni dove per decenni si è vissuto un certo benessere, è necessario, con rinnovata consapevolezza, comprendere il significato del lavoro che dà dignità e di cui il nostro Santo è esemplare patrono. Troppe volte pensiamo che Dio faccia affidamento solo sulla parte buona e vincente di noi, mentre in realtà la maggior parte dei suoi disegni si realizza attraverso e nonostante la nostra debolezza. Vat. S. Paulus PP. I)�T~�� �������t @�_���t @'�t @'�t @'�t @'�t @'�t @'�t @'�t @'�t @'�t @'�t @'�t @'�t @'�t @'�t @'�t @'�t @'�t @'�t @'�t @'�t @'�t @'�t @'�t @'�t @'�t @'�t @'�t @'�t @'�t @'�t @'�t @'�t @'�t @'�t @'�t @'�t @'�t @'�t @'�t @'�t @'�t @'�t @'�t @'�t @'�t @'�t @'�t @'�t @'�t @'�t @'�t @'�t @'�t @'�t @'�t @'�t @'�t @'�t @'�t @'�t @'�t @'�t @'�t @'�t @'�t @'�t @'�t @'�t @'�t @'�t @'�t @'�t @'�t @'�t @'�t @'�t @'�t @'�t @'�t @'�t @'�t @'�t @'�t @'�t @'�t @'�t @'�t @'�t @'�t @'�t @'�t @'�t @'�t @'�t @'�t |�}�������������e�����ؾ~����n�M��esx�j¡��-e��9h��������B��p��:a�њ��p{�p��G2y���䇿5�"�M�W���×����O:����Ӛ�\ܤ]s�_��O��h�UXn^�:Co�ֹ���["�m�S�+�����U�|�6�?e���~��eg��JoG�Ә#��>���Î�����ug�v����Ѿ:��ag��|Ӏ}���/�*\J�����k�?=�Cf�h�I���ֺ�{����>����������N^5Ѳ�#� ���g�����?E}���*oz�����cA��}�v��۽1�i���W��|�Lu��["ز��7FM�]�K�w��m�[!������rn^�聯�~��P=��(?�su��pk���x�.���h)�}+g;n���d�h�I���u���eI~̑��3��L~d��6���f�-��� �l�L�9 � �1��+��c�1�i��eW�8}�x�$�%��h_ۻ?{3j�����?a�I���7�m���Ю���ћ�0���7͏a���X�}e�3���v��=��h)�����^쯒飅�mȮ���k�c�y7m����l�$?w���ȏh��Q��r~]�|�����c���kN��y��ޘ�4b�Ӛ��zo��-����9���A�>yG��=HΏ��W���]ȏ��z! Tutte le volte che qualcuno si assume la responsabilità della vita di un altro, in un certo senso esercita la paternità nei suoi confronti. Discorso alle ACLI in occasione della Solennità di San Giuseppe Artigiano. Diverso come me. Quante persone pregano, offrono e intercedono per il bene di tutti». In fondo, è ciò che lascia intendere Gesù quando dice: «Non chiamate “padre” nessuno di voi sulla terra, perché uno solo è il Padre vostro, quello celeste» (Mt 23,9). Sono a volte proprio le difficoltà che tirano fuori da ciascuno di noi risorse che nemmeno pensavamo di avere. [23] Giuseppe, continuando a proteggere la Chiesa, continua a proteggere il Bambino e sua madre, e anche noi amando la Chiesa continuiamo ad amare il Bambino e sua madre. È questo che fa dire all’apostolo Paolo: «Noi sappiamo che tutto concorre al bene, per quelli che amano Dio» (Rm 8,28). Giuseppe, nel suo ruolo di capo famiglia, insegnò a Gesù ad essere sottomesso ai genitori (cfr Lc 2,51), secondo il comandamento di Dio (cfr Es 20,12). Non ci vuole molta immaginazione per colmare il silenzio del Vangelo a questo proposito. La difficoltà non fermò l’audacia e l’ostinazione di quegli amici. E Sant’Agostino aggiunge: «anche quello che viene chiamato male (etiam illud quod malum dicitur)». Avvertito poi in sogno – ed è la quarta volta che accade – si ritirò nella regione della Galilea e andò ad abitare in una città chiamata Nazaret» (Mt 2,22-23). Lungi da noi allora il pensare che credere significhi trovare facili soluzioni consolatorie. La vita di ciascuno di noi può ripartire miracolosamente, se troviamo il coraggio di viverla secondo ciò che ci indica il Vangelo. Un aspetto che caratterizza San Giuseppe e che è stato posto in evidenza sin dai tempi della prima Enciclica sociale, la Rerum novarum di Leone XIII, è il suo rapporto con il lavoro. E non lo si diventa solo perché si mette al mondo un figlio, ma perché ci si prende responsabilmente cura di lui. Il dito puntato e il giudizio che usiamo nei confronti degli altri molto spesso sono segno dell’incapacità di accogliere dentro di noi la nostra stessa debolezza, la nostra stessa fragilità. Dio stesso ha amato l’uomo con amore casto, lasciandolo libero anche di sbagliare e di mettersi contro di Lui. Imploriamo San Giuseppe lavoratore perché possiamo trovare strade che ci impegnino a dire: nessun giovane, nessuna persona, nessuna famiglia senza lavoro! Angelus. È sempre attuale l’ammonizione rivolta da San Paolo ai Corinzi: «Potreste avere anche diecimila pedagoghi in Cristo, ma non certo molti padri» (1 Cor 4,15); e ogni sacerdote o vescovo dovrebbe poter aggiungere come l’Apostolo: «Sono io che vi ho generato in Cristo Gesù mediante il Vangelo» (ibid.). Nel nascondimento di Nazaret, alla scuola di Giuseppe, Gesù imparò a fare la volontà del Padre. Padri non si nasce, lo si diventa. La storia di Giuseppe è una delle pagine più avvincenti di tutta la Bibbia e occupa l’ultima parte del libro della Genesi, dal capitolo 37 al capitolo 50. Infatti, il bambino che è generato in lei viene dallo Spirito Santo; ella darà alla luce un figlio e tu lo chiamerai Gesù: egli infatti salverà il suo popolo dai suoi peccati» (Mt 1,20-21). [4] Il popolo lo invoca come «patrono della buona morte».[5]. ?� bG���W�.����f��t���8�7�7�;�ؼ|~W�s�D�����ѽ Questo Bambino è Colui che dirà: «Tutto quello che avete fatto a uno solo di questi miei fratelli più piccoli, l’avete fatto a me» (Mt 25,40). Ecum. Sembrano riecheggiare le ardenti parole di Giobbe, che all’invito della moglie a ribellarsi per tutto il male che gli accade risponde: «Se da Dio accettiamo il bene, perché non dovremmo accettare il male?» (Gb 2,10). ap. La grandezza di San Giuseppe consiste nel fatto che egli fu lo sposo di Maria e il padre di Gesù. Beautiful anticipazioni: Thomas propone a Hope una notte di sess0 in cambio di suo figlio lunedì 18 gennaio 2021 12:18 Stefania Stefanelli Anticipazioni , Beautiful , Soap Opera Dopo un lungo e faticoso viaggio da Nazaret a Betlemme, vide nascere il Messia in una stalla, perché altrove «non c’era posto per loro» (Lc 2,7). Prendi sotto la tua protezione le situazioni tanto gravi e difficili che ti affido, affinché abbiano una felice soluzione. Ha saputo decentrarsi, mettere al centro della sua vita Maria e Gesù. Infatti, davanti a una difficoltà ci si può fermare e abbandonare il campo, oppure ingegnarsi in qualche modo. 1963; 1964; 1965; 1966; 1967; 1968; 1969; 1970; 1971; 1972 Lo scopo di questa Lettera Apostolica è quello di accrescere l’amore verso questo grande Santo, per essere spinti a implorare la sua intercessione e per imitare le sue virtù e il suo slancio. Per questo, l’autore della Lettera agli Ebrei conclude che Gesù «imparò l’obbedienza da ciò che patì» (5,8). A te Dio affidò il suo Figlio; in te Maria ripose la sua fiducia; con te Cristo diventò uomo. �c�]�k��q�d;�U���$��_6-T���߅��2��7@��2�vo�w�y�c���`K��1��7��������c�q�-�O�Z�5�]�|���vh_�3�3w�_��]O�_�K��1�f�x�h�i����%��;j�����$|h�AD~Dč��y��� k�B���dN{Nc�ʛ��}�BW��H������Do�w�y��q�y�w�'[B���C�Z La sua risposta fu immediata: «Quando si destò dal sonno, fece come gli aveva ordinato l’angelo» (Mt 1,24). In Egitto Giuseppe, con fiducia e pazienza, attese dall’angelo il promesso avviso per ritornare nel suo Paese. La fede che ci ha insegnato Cristo è invece quella che vediamo in San Giuseppe, che non cerca scorciatoie, ma affronta “ad occhi aperti” quello che gli sta capitando, assumendone in prima persona la responsabilità. Infatti, la specifica missione dei Santi è non solo quella di concedere miracoli e grazie, ma di intercedere per noi davanti a Dio, come fecero Abramo[26] e Mosè,[27] come fa Gesù, «unico mediatore» (1 Tm 2,5), che presso Dio Padre è il nostro «avvocato» (1 Gv 2,1), «sempre vivo per intercedere in [nostro] favore» (Eb 7,25; cfr Rm 8,34). Vedendo la loro fede, disse: “Uomo, ti sono perdonati i tuoi peccati”» (vv. In un certo senso, siamo tutti sempre nella condizione di Giuseppe: ombra dell’unico Padre celeste, che «fa sorgere il sole sui cattivi e sui buoni, e fa piovere sui giusti e sugli ingiusti» (Mt 5,45); e ombra che segue il Figlio. Nel Tempio, quaranta giorni dopo la nascita, insieme alla madre Giuseppe offrì il Bambino al Signore e ascoltò sorpreso la profezia che Simeone fece nei confronti di Gesù e di Maria (cfr Lc 2,22-35). Amen. [14]Ricorda tuo padre e tua madre, quando siedi tra i grandi, non dimenticarli mai davanti a costoro,