Distrazione

29 giugno 2016

   InternoFL

La National Highway Traffic Safety Administration (NHTSA) definisce la distrazione al volante come “una deviazione di attenzione dal compito primario, che è quello di guidare, a causa di altre attività visive, cognitive, uditive, o biometriche”. Si parte dall’assunto che tempi adeguati di reazione alla guida garantiscono soddisfacenti livelli di sicurezza, mentre la definizione così fornita sottolinea la relazione tra distrazione e reazione ritardata: si calcola infatti che in caso di guida distratta i tempi di reazione aumentino fino al 50% rispetto a quelli che impiegheremmo normalmente per reagire ad un imprevisto.

Se immaginiamo di procedere a 100 km/h e di percepire un pericolo sulla strada, con un tempo di reazione medio la nostra auto percorrerà circa 28 metri durante il cosiddetto “intervallo psicotecnico” (il tempo di reazione vero e proprio dell’autista) e circa 55 metri dopo la frenata, percorrendo in tutto più di 80 metri prima di fermarci (da qui anche la letteratura sulle distanze di sicurezza): distraendoci, andiamo ad aumentare in particolare il primo di questi valori, percorrendo 10-15 metri in più (in caso di distrazione lieve) o anche di più (se ad esempio abbiamo gli occhi sul display del telefonino), e riduciamo al minimo le possibilità di frenare in tempo.

Stare al volante facendo altro aumenta di 4 volte la possibilità di incorrere (o causare) un incidente stradale: eppure è un comportamento diffuso la cui gravità sta prendendo le dimensioni della guida in stato di ebbrezza.

In Italia la distrazione alla guida è la causa accertata del 16,9% di tutti gli incidenti stradali: una percentuale che raddoppia nella realtà se pensiamo a tutti quei casi in cui non è di fatto possibile verificare la dinamica ma che  in tantissimi casi sono dovuti proprio ai tempi di reazione rallentati da un’attività che il guidatore svolgeva in parallelo.

Tra i comportamenti a rischio ricopre uno spazio di primissimo rilievo l’uso del telefonino, sia per le telefonate senza auricolare, che impegnano anche manualmente l’autista, che in particolare per tutte le attività che impiegano occhi e mani sullo schermo (inviare un messaggio, scrivere su Facebook) che, anche se stiamo attenti a rimettere rapidamente gli occhi sulla strada, di fatto ci fanno percorrere quasi diverse centinaia di metri letteralmente alla cieca.

1 in 4 Young People in Europe Have Taken ‘Selfie’ While Driv

Specialmente se parliamo i viaggi lunghi, i dispositivi mobili non sono l’unica distrazione per chi guida: mangiare e bere sono importanti fattore di rischio, se scegliamo ad esempio di pranzare al volante, come anche truccarsi, accendere una sigaretta, impostare il navigatore in corsa o tenere gli occhi sulla mappa del navigatore stesso piuttosto che sulla strada. Più in generale, è utile favorire la concentrazione programmando soste numerose (dove svolgere le attività che vorremmo fare durante la guida), ma anche per riposarsi e far riposare i nostri passeggeri.

 Per approfondire:

Report sulla distrazione alla guida, Fondazione Ania

Ricerca Ford sulla distrazione al volante

Il sito del governo statunitense sulla distrazione