30 Marzo 2007

L’incidentalità in estate

Nei mesi tra giugno e agosto 2019 sono decedute 988 persone: parliamo di più di 10 persone decedute al giorno, una media che risulta nettamente più bassa in tutti gli altri periodi dell’anno. Anche dopo 21 anni, questo si conferma quindi il periodo con il maggior numero di incidenti stradali e vittime, anche a seguito del più alto tasso di occupazione delle autovetture.  In particolare giugno e luglio presentano picchi per numero di incidenti, quasi 17mila per entrambi i mesi. Agosto è il mese peggiore per la pericolosità, con 2,2 morti ogni 100 incidenti, che salgono a 5 sulle strade extraurbane, e a 7 nel caso di scontro frontale.

Questo dato potrebbe essere destinato a peggiorare in questa estate in cui la maggior parte degli italiani sta scegliendo di trascorrere le vacanze nel nostro paese, preferendo, ancor più che in passato a causa del timore del contagio, l’auto privata come mezzo per spostarsi.

La concentrazione di incidenti e vittime nei mesi estivi, nei quali il traffico dovuto alle attività economiche diminuisce e le condizioni climatiche sono più favorevoli che in inverno, e nei fine settimana evidenzia come ci sia quindi una vera emergenza di sicurezza dovuta principalmente all’esodo estivo ed ai comportamenti di chi viaggia per le vacanze e per il tempo libero in generale.

Le cause

Tra le cause più frequenti si confermano la distrazione alla guida, il mancato rispetto della precedenza e la velocità troppo elevata (nel complesso il 38,2% dei casi). Le violazioni al Codice della Strada risultano in aumento rispetto al 2018; le più sanzionate sono l’inosservanza della segnaletica, il mancato utilizzo di dispositivi di sicurezza a bordo e l’uso del telefono cellulare alla guida; in aumento le contravvenzioni per guida in stato di ebbrezza.

Il trend

Secondo i dati diffusi a luglio 2019 dal Ministero dell’Interno, si segnala che diminuiscono gli incidenti (-4,5%) ma tornano ad aumentare i morti sulle strade, così come avvenuto tra il 2016 e il 2017.  In una circolare inviata a prefetture e forze dell’ordine in vista del grande esodo estivo, si svelano numeri per nulla rassicuranti. Se infatti da una parte le 3.310 vittime del 2018 – stima preliminare in attesa del report di Aci e Istat di fine luglio – segnano un -2% sull’anno precedente, la sola attività di Stradale e carabinieri per i primi sei mesi del 2019 fa scattare l’allarme: +6,7% per le vittime (49 in più, da 731 a 780), +5,6% per gli incidenti con esito fatale (38 in più, da 673 a 711). Insomma, non sembra aver sortito gli effetti sperati la legge sull’omicidio stradale del 2016.

“Dopo un ininterrotto trend positivo durato oltre un decennio – scrive il ministero – la mortalità sulle strade ha assunto stabilmente un andamento altalenante”. Guardiamo ai numeri: un calo nel 2016, con 3.283 vittime; un aumento nel 2017 (3.378) e ancora una diminuzione nel 2018. Siamo comunque distanti dall’obiettivo che la Ue ha fissato per il 2020, il dimezzamento dei morti.

Tanto è stato fatto, sul fronte tecnologico, normativo e informativo: la persistenza di una così alta percentuale di incidenti che nascono da comportamenti scorretti, imprudenti e da distrazioni, tuttavia, ci racconta come ci sia ancora necessità di azioni di sensibilizzazione, coinvolgimento e riflessione, come Vacanze Coi Fiocchi, che possano aiutarci a generare e consolidare  un vero e proprio cambiamento culturale diffuso che è l’unico strumento capace di agire sui comportamenti degli autisti.

Scarica il rapporto ACI- Istat sull’incidentalità 2019