Velocità

26 giugno 2017

I rischi associati alla velocità campovisivoauto

L’eccesso di velocità alla guida è una delle principali cause di morte sulle strade italiane: non solo infatti si associa a più alti rischi mentre si è al volante, ma può portare a conseguenze più gravi nel caso di incidente.

E’ intuitivo infatti constatare che viaggiando a un elevato numero di km all’ora le possibilità di vedere pericoli e imprevisti in tempo per reagire si riduce esponenzialmente, si allungano gli spazi di frenata, e tutto accade più rapidamente dei nostri tempi di reazione.

Inoltre viaggiare a velocità elevate ha conseguenze dirette su quanto mettiamo a fuoco mentre siamo al volante: come chiarito dalla grafica qui accanto basta un aumento della velocità dai 25 ai 50 km orari per ridurre ad un quarto il nostro campo visivo. Una riduzione grave sia in autostrada, dove gli altri mezzi viaggiano accanto a noi e hanno comportamenti non sempre prevedibili, che nei centri abitati dove gli altri utenti della strada si muovono con modalità e usi della strada diversi dal nostro trovandosi anche “fisicamente” in situazione di debolezza e quindi a grande rischio.

In questo contesto è stato verificato che se riduciamo la velocità a cui guidiamo del 5%, il rischio di incorrere in un incidente cala esponenzialmente, di oltre il 30%. Una proporzione che viene ulteriormente amplificata in caso di eventi atmosferici acuti (temporali estivi, pioggia, ma anche condizioni di grande caldo) durante i quali il rischio di fenomeni come l’acqua-planning o semplicemente la più generale scivolosità del manto stradale rendono necessarie anche per legge velocità ridotte.

Eppure anche negli ultimi rilevamenti tra i comportamenti errati più frequenti,  la velocità troppo elevata è, accanto alla guida distratta e al mancato rispetto delle regole di sicurezza e precedenza, la causa del 44,0% degli incidenti. Le infrazioni rilevate su questo comportamento sono in aumento costante: +13,1% quelle rilevate dalla Polizia Stradale, +3,6% per i Carabinieri. Un totale di oltre 2 milioni e 500 solo per il 2015. Segno che abbiamo ancora eccessivamente la percezione che valga la pena “correre” con  l’illusione di mantenere il controllo di tutti gli elementi della strada.

interno

 

Velocità e vacanza

Spesso, quando decidiamo di raggiungere la meta delle nostre ferie in auto, la vacanza è contrassegnata da questo paradosso: la voglia di relax e di tranquillità e l’apparente bisogno di arrivare a destinazione nel minor tempo possibile, che ci porta a guidare a velocità elevate e a caricarci dello stress di una guida così ad alta tensione proprio nel momento in cui dovremmo iniziare a staccare la spina.

Per questo, se proprio non possiamo rinunciare all’auto, è fondamentale un’attenta programmazione del viaggio che permetta una guida tranquilla (un fattore che tra le altre cose ci fa risparmiare carburante rispetto a una guida ad alte velocità e accelerate) e che consenta le opportune soste. All’arrivo inoltre è consigliabile abbandonare l’auto per scegliere mezzi di trasporto slow, come i piedi o la bici, adatti a riscoprire i vantaggi della lentezza, a conoscere il territorio in maniera più efficace e rispettosa, e più salutari.

Per saperne di più 

La pagina della Settimana Globale della Sicurezza Stradale – #SlowDown

Guarda anche

La campagna Slow Down – Take it easy 

 

 

Mi fermo un momento a guardare

Non correre. Fermati. E guarda.

Guarda con un solo colpo dell’occhio
la formica vicino alla ruota dell’auto veloce
che trascina adagio adagio un chicco di pane
e così cura paziente il suo inverno.
Guarda. Fermati. Non correre.
Tira il freno alza il pedale
abbassa la serranda dell’inferno.
Guarda nel campo fra il grano
lento e bianco il fumo di un camino
con la vecchia casa vicina al grande noce.
Non correre veloce. Guarda ancora.
Almeno per un momento.
Guarda il bambino che passa tenendo la madre per mano
il colore dei muri delle case
le nuvole in un cielo solitario e saggio
le ragazze che transitano in un raggio di sole
il volto con le vene di mille anni
di una donna o di un uomo venuti come Ulisse dal mare.
Fermati. Per un momento. Prima di andare.
Ascoltiamo le grida d’amore
o le grida d’aiuto
il tempo trascinato nella polvere del mondo
se ti fermi e ascolti non sarai mai perduto.

Roberto Roversi